Sono isole, ma non di vegetazione e natura. Sono isole di rifiuti, soprattutto plastica. Per isola di plastica si intende un enorme accumulo di rifiuti galleggiante nell’oceano, composto principalmente da materiale plastico e da altre tipologie di rifiuti. Le sette isole di plastica più importanti e riconosciute sono: Sargassi Garbage Patch, Artic Garbage Patch, Indian Ocean Garbage Patch, South Atlantic Garbage Patch, North Atlantic Garbage Patch, South Pacific Garbage Patch e Great Pacific Garbage Patch. Tonnellate di spazzatura che galleggia in mare. A far da padrone in quelli che vengono definiti tecnicamente Plastic Vortex sono sopratutto le microplastiche, rappresentate da frammenti estremamente minuti che tendono a mischiarsi al plancton, organismi che nell’ecosistema marino svolgono l’importantissima funzione di cibo per pesci.

Questo rappresenta un grande pericolo, se questi materiali plastici vengono ingeriti dalla fauna acquatica possono mettere a rischio la salute degli animali e quella di tutta la catena alimentare ad essi connessa. Di recente si è formata anche un’ isola di plastica nel Mediterraneo. Non è una isola di spazzatura stabile, ma si forma in base alle correnti, fra l’isola D’Elba e la Corsica.

E’ molto difficile rimuovere le isole di plastica perché la plastica per sua natura non è biodegradabile e ha una forte persistenza ambientale. Le prime isole di plastica risalgono agli anni 80 e la loro formazione è stata causata dal continuo inquinamento da parte dell’uomo e dall’azione della corrente oceanica chiamata Vortice subtropicale del Nord pacifico. L’isola più grande del mondo si chiama Great Pacific Garbage Patch, situata nel largo dell’Oceano Pacifico ed è una discarica galleggiante con un’estensione di circa 10 milioni di km2 , pari alla superficie dell’intero Canada.

Negli ultimi anni sono stati fatti dei tentativi per rimuovere le isole di plastica. Sono stati usati droni acquatici, cestini galleggianti, navi mangiaplastica, barriere nei fiumi. Molti animali scambiano detriti di plastica per organismi commestibili. La prima causa di inquinamenti al mondo sono le attività industriali, gli impianti per la produzione di energia, impianti di riscaldamento e il traffico stradale. La plastica può durare da 100 a 1000 anni .

Nel 1997 si scoprì per la prima volta la gigantesca isola di plastica al largo delle coste della California. Era il 1997 quando il capitano di marina e oceanografo Charles Moore attraversò per la prima volta un enorme ammasso di plastica nel oceano Pacifico. L’oceano più inquinato al mondo è il nord Pacifico. Possiamo ridurre la plastica per esempio usando le bottiglie riutilizzabili, riducendo in generale nella nostra vita quotidiana oggetti in plastica.

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