Joystick, schermi e cuffie. Sono i mezzi con cui i videogame permettono di entrare in una “realtà in reale”, parallela. Mezzi che, se usati troppo o in modo sbagliato, possono intralciare la qualità della vita e le relazioni con i propri amici. E chi finisce dentro questo vortice fatto di dipendenza da schermi e videogame rischia la solitudine. Cosa che – stando ad alcuni studi – succede al 55% dei ragazzi sotto i quindici anni. Differente il caso delle ragazze, per cui la percentuale scende del 20%, evidentemente meno attratte. Si stima che i giovani oggi trascorrano almeno due ore al giorno davanti allo schermo. Cosa può provocare lo stare attaccati troppo tempo ai videogame? Può stimolare dipendenza dal gioco provocando anche comportamenti violenti, oltre a stress, rabbia, ansia e svogliatezza.

A tal proposito L’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha inserito in un elenco tutte le patologie provocate dall’utilizzo dei videogame. C’è una percentuale di persone che si “ammala”, ce ne possiamo accorgere quando ci si inizia a preoccupare della partita che si deve fare o si è già fatta; ci si sente tristi o irritati perché non si è riusciti, per qualunque ragione, a giocare; si inizia a mentire ai propri amici o ai familiari sulla quantità di tempo usato per giocare; si prova a smettere di giocare ma il tentativo fallisce. Insomma, siamo nel pieno di una vera e propria dipendenza da gioco.

Per “guarire” da queste “malattie” bisogna smettere di giocare definitivamente? No. Bisogna seguire solo alcuni consigli: limitare la quantità di gioco, stare più a contatto con la realtà e magari anche chiedere sostegno ad amici e familiari.

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