Nell’Africa del nord esiste uno Stato di nome Eritrea che nel 1890 fu colonizzato dagli Italiani. A quel tempo gli Italiani costruirono Asmara, una città che poi è diventata la capitale dello Stato eritreo. La città è stata costruita nell’era fascista quando l’Italia era guidata da Benito Mussolini oltre che dal re Vittorio Emanuele III. Nelle scuole si parlava italiano, il giornale veniva spedito dall’Italia ad Asmara con tutte le notizie di quel tempo. Allora aveva una popolazione di 98mila abitanti, di cui 53mila (oltre la metà) erano italiani. Asmara era diventata quindi una città italiana all’estero.

Poi con la fine della Seconda Guerra mondiale e la decolonizzazione l’Italia ha perso il controllo dell’Eritrea e a poco a poco gli Italiani hanno lasciato Asmara. Al giorno d’oggi solo le persone anziane sanno parlare anche l’italiano , ma sono rimasti tutti gli edifici e le testimonianze dell’epoca. Oltre, ovviamente, a certe radici culturali italiane tra cui il cibo. Il cibo è come quello italiano accompagnato da una salsa molto piccante.

Altri cibi tradizionali sono lo tsebhi servito con injera e lo hilbet. Ora parlano il tigrino, la loro lingua ufficiale. La religione principale è il cristianesimo ma è diffuso anche l’islam . Il clima è caldo e umido che in luglio-agosto arriva a 40°. La temperatura media annua e di 30°. Si consiglia di visitare la città tra marzo e aprile o tra settembre e ottobre. Tra gli oggetti tipici di questa città “italiana” in Africa troviamo diversi prodotti artigianali: gioielli, sculture in legno, articoli in cuoio, lance, tamburi, tappeti e articoli in vimini. I principali prodotti agricoli sono il sorgo, il miglio, l’orzo, il frumento, i legumi, le verdure, i frutti, il sesamo, i semi di lino.

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