Quella Sikh è una comunità religiosa dell’India. I Sikh credono che il Dio è presente in ogni persona e che ciascuno sia uguale di fronte a Dio. Tra i simboli di questa religione c’è sicuramente il turbante, che rappresenta regalità, onore e responsabilità.
Il Kirpan, invece, cioè il tradizionale coltello decorato, rappresenta l’impegno per il rispetto di sé e per la propria libertà di spirito. Molti Indiani si chiamano Singh proprio perché mantengono questo cognomeche ha il significato di liberarsi da qualsiasi casta. La lingua dei Sikh è il Punjabi, la scrittura è Gurmukhi e Shahmukhi. I Sikh considerano venerabile solo la parola del creatore rappresentata dalle sacre scritture dei Guru. Per diventare un Sikh bisogna credere fedelmente.
Nella cultura Sikh bisogna essere molto rispettosi di alcuni divieti. Tra le cose proibite abbiamo infatti ogni tipo di sostanza che possa “intossicare” il corpo e lo spirito, ad esempio alcool, tabacco e loro derivati. Proibito anche spuntarsi o tagliare i Kesh, cioè i capelli. L’adulterio è considerato peccato per i Sikh, infatti un Sikh deve considerare la moglie di un altro uomo come una sorella o madre, e la figlia di un altro come sua.
Quella Sikh è una religione ricchissima di simboli. Oltre al turbante e al coltello, tra quelli più importanti c’è anche il Khanda, formato da due scimitarre, un pugnale a due tagli e un disco: rappresenta il potere creativo universale.
Ma qual è l’origine della religione Sikh? Questa è nata in Punjab nel 1469-1538 con l’intento di unire indù e musulmani nella fede di in una sola divinità e nel rifiuto di ogni distinzione di casta. C’è una preghiera molto importante, l’Ardas. Si recita al mattino e alla sera e in genere prima di tutte le esperienze importanti della vita. Va recitata anche prima dei pasti. Ogni Sikh che rispetti in pieno la dottrina, deve alzarsi prima dell’alba e, dopo aver fatto un bagno, meditare sul nome di Dio. Ogni giorno un buon Sikh deve recitare sette preghiere: cinque al mattino, una alla sera e una di notte prima di dormire. Le sette preghiere prendono il nome di Nitnem, che letteralmente significa la routine di tutti i giorni. Il luogo di preghiera è il Gurdwara. Infine, tra le feste più importanti ci sono i Gurpurb, cioè i compleanni e altre ricorrenze significative della vita dei guru.
