Parole e melodie si intrecciano in quelle che chiamiamo canzoni. Ma voi sapete cosa vuol dire musica? Deriva dal greco “mousikḗ”, significa “arte delle Muse” ed era data dall’insieme di poesie, musiche e danze. Infatti le canzoni di oggi si possono paragonare alle poesie di “ieri” e i cantautori ai poeti. Viene usata in ambito medico nel quale diversi studi hanno dimostrato che le persone affette da demenza, anche quando non riconoscono i propri familiari e non riescono a parlare, grazie alla musica riescono a comunicare, a cantare! E se ascoltano canzoni della loro giovinezza si ricordano anche i testi! Invece lo “Studio Bastian”, eseguito da Hans Günther nelle scuole elementari di Berlino, prova che la musica migliora le competenze sociali dei bambini e ne diminuisce il numero di esclusi e bullizzati. Questo perché la musica fatta insieme unisce e coinvolge, aiuta l’ascolto l’un l’altro e l’empatia verso il prossimo.
Ascoltare canzoni può innescare diverse emozioni, può tirare su il morale, far diventare tristi, oppure non farci pensare ai diversi problemi. Scrivendole si può parlare di sé, ci si può sfogare, dichiarare il proprio amore ma anche inviare messaggi contro la guerra, la violenza contro le donne, il bullismo e tanti tanti altri temi. Non a caso uno dei più giovani cantautori romani, Ultimo, grazie alla sua capacità di scrittura e alla sua musica che parla di emozioni che tutti noi, in un modo o nell’altro, abbiamo provato e che ci invita a guardarci dentro e a non nascondere le nostre fragilità, riesce a riempire gli stadi e la usa come “chiave” per entrare nei cuori di tutti.
