Le ombre del doping su Sinner, faccia pulita del tennis italiano

Foto: Digital-News

Jannik Sinner, il tennista alto atesino , attuale numero uno al mondo, è stato squalificato dalla WADA, la World Anti-Doping Agency, per 3 mesi, ribaltando la sentenza della ITIA , la International Tennis Integrity Agency. Una storia di cui molto si è parlato anche perché getta un’ombra su un fuoriclasse assoluto di questo sport che tanto ci ha fatto sognare e continua a farlo.

Ma ritorniamo a marzo di un anno fa: il tennista italiano effettua un test antidoping risultando positivo al Clostebol, uno steroide anabolizzante , considerato dopante e quindi proibito. Lo sportivo italiano sostiene di essere entrato a contatto con la sostanza inconsapevolmente perché Umberto Ferrara (ex massaggiatore di Sinner) ha acquistato uno spray per ferite che tra le varie sostanze contiene il Clostebol, servito a Giacomo Naldi, al tempo suo fisioterapista, per curarsi una ferita sulla mano. Il contatto sarebbe avvenuto in seguito vari massaggi sulla pelle dello sportivo senza guanti, a mani nude. In questo modo la pelle di Sinner ha assorbito la sostanza provocandogli la positività a due specifici test antidoping. Insomma sull’atleta pende l’accusa che possa aver avuto dei vantaggi sulle sue prestazioni sportive.

Comunque, grazie alle prove prodotte dallo stesso Sinner, l’ITIA ha ritenuto plausibili le spiegazioni fornite. Inoltre la sostanza, trovata in quantità irrisorie, non avrebbe migliorato le prestazioni del tennista. La WADA però ha impugnato la sentenza e ha ottenuto la squalifica. A questo punto sorge spontanea una domanda: perché il tennista è stato squalificato? Anche se ritenuto innocente dalle accuse di doping, Sinner è stato squalificato perché responsabile della negligenza del suo staff. Potrà tornare a gareggiare il 4 Maggio proprio in tempo per gli Internazionali d’Italia. Nonostante tutto Sinner ha dimostrato di essere un fuoriclasse gestendo la pressione come un extraterrestre vincendo l’Australian Open (vinto anche in precedenza), un altro SLAM da aggiungere alla collezione dei tornei vinti, confermandosi in vetta alla classifica. Soprattutto si è dimostrato sempre equilibrato nell’affrontare le tante voci e le tante critiche arrivate da molti colleghi, tra i quali Nick Kyrgios e a sorpresa Novak Djokovic, sostenuto però dai suoi tanti fan.

Molti sono i casi simili a quello del tennista italiano, infatti quello del Clostebol è diffuso in Italia e nello sport in generale, grazie anche alla facilità di contagio, così negli ultimi anni se ne sono verificati precisamente 38 tra squalifiche ridotte e assoluzioni, quattro famosi esempi sono quelli del cestista Riccardo Moraschini , il calciatore Fabio Lucioni ,la campionessa paralimpica dei 100 metri Martina Caironi e il giocatore argentino dell’ Atalanta Josè Palomino.

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