Fin dove potrà spingersi la scienza? A che punto arriverà l’uomo quando si parla di un tema tanto importante come è creare la vita? Una questione diventata quando mai di attualità all’indomani del primo esperimento di clonazione di un mammifero, fatto che tanto fece parlare di sé. La pecora Dolly è stato il primo mammifero clonato. L’esperimento fu portato a termine nel 1996, in Scozia, presso il centro di ricerca Roslin Institute presso Edimburgo. L’animale fu clonato a partire da una cellula della ghiandola mammaria di una pecora di 6 anni, e fu l’unico tentativo andato a buon fine su 277.
Il procedimento con cui Dolly fu creata è il cosiddetto trasferimento nucleare di cellula somatica. Un procedimento molto complicato. In breve, un ovulo fecondato viene enucleato e al suo interno viene immesso il nucleo di una cellula adulta già differenziata. L’ovulo viene dunque reimpiantato e fatto sviluppare fino a formare un nuovo individuo, geneticamente identico alla cellula adulta da cui è stato prelevato il nucleo.
Dolly venne abbattuta venerdì 14 febbraio 2003, a causa di complicazioni dovute a un’infezione polmonare, frequente nelle pecore più anziane, ma che portò alla speculazione che Dolly fosse morta prematuramente. Gli scienziati del Roslin Institute, comunque, dichiararono di non pensare che ci fossero connessioni con il fatto che Dolly fosse un clone e che anche altre pecore nella fattoria avevano avuto problemi simili, forse per il clima o per le condizioni non sicure.
Resta aperta la questione: fin dove può spingersi un essere umano nel creare la vita?
