Forse non proprio tra gli sport più popolari né tra quelli che un bambino, alla domanda “Che sport ti piacerebbe fare?”, risponderebbe di sì. Ma sicuramente la sua storia è molto singolare. La storia del kayak e della canoa, sport faticoso e per nulla banale, ha inizio nel 1858 quando un esploratore scozzese vide persone navigare i fiumi durante un suo viaggio in Canada a bordo di queste strutture. Al suo ritorno si fece costruire una canoa per navigare i corsi d’acqua nel Regno Unito e in Europa. Da quell’intuizione nacque una vera e propria disciplina sportiva che nel 1936 è entrata a far parte degli sport olimpici.
Ma come funziona? Nel kayak il canoista si trova seduto sopra ad un seggiolino, poggia i piedi su dei pedali e ha le gambe flesse in modo da poter assicurare la giusta spinta ad ogni pagaiata. La pagaia è il particolare tipo di remo utilizzato per manovrare l’imbarcazione.
In genere il termine canoa indica indistintamente tipologie di imbarcazioni leggermente diverse tra di loro che usano la pagaia come strumento per procedere: ci sono però sostanziali differenze tra canoa e kayak.
Per quanto riguarda la canoa, il canoista deve assumere una posizione alquanto particolare perché appoggia un ginocchio sopra ad un cuscinetto mentre il piede dell’altra gamba si trova molto più avanti. Un’altra differenza sta nel fatto che nella canoa si utilizza una pagaia con una sola pala mentre nel kayak si utilizza una pagaia con due pale.
Esiste una disciplina più facie dell’altra? Fare kayak è sicuramente più semplice di fare canoa in quanto la seduta del kayak è più comoda rispetto a quella della canoa, così come anche l’utilizzo di una pagaia doppia fa in modo che l’imbarcazione sia molto più facilmente governabile anche dai meno esperti.
In entrambi i casi, comunque, occorrono grande resistenza fisica, equilibrio e tenacia. Oltre a una buona dose di tecnica e resistenza al movimento ondulatorio della barca. Fortemente sconsigliato ai deboli di stomaco!
