Cala il sipario sullo stadio Artemio Franchi di Firenze dove il giovane calciatore Edoardo Bove, 22 anni, cade a terra privo di sensi, a seguito di un contrasto durante la partita tra Fiorentina e Inter, valevole per la quattordicesima giornata di serie A, il 1 dicembre scorso.
Al 17’ minuto l’ex calciatore della Roma, da quest’anno alla guida del centrocampo della Fiorentina, accusa un malore sotto lo sguardo attonito di compagni e tifosi. Immediatamente si attiva la macchina dei soccorsi.
Dalle prime ricostruzioni sembra si siano verificati problemi cardiovascolari. Accertamenti specifici hanno poi constatato che l’atleta è stato colpito da una grave aritmia ventricolare, nello specifico “una torsione di punta”, condizione che può portare all’arresto cardiaco.
Sottoposto ad intervento chirurgico per innestare un defibrillatore sottocutaneo, il calciatore ha superato l’intervento ed è pronto a tornare più forte di prima, purtroppo però deve abbandonare il campionato italiano e trovarsi svincolato a causa delle leggi che in Italia proibiscono attività professionistiche nelle sue condizioni. Il suo futuro è un rebus.
Questo caso ci riporta alla tragedia del 4 marzo 2018, quando l’ex capitano della Fiorentina, Davide Astori, per una problematica simile, ci ha lasciati alla vigilia di una partita di Serie A. Una leggenda che ci ha abbandonati, lasciando sgomento in tutti gli sportivi e i tifosi oltre ogni bandiera. Fortunatamente questi eventi hanno preso due strade diverse, Edoardo ha lottato come un leone e ne è uscito a testa alta. Molti club appartenenti a campionati esteri, soprattutto Inghilterra e Germania, dove a Bove sarebbe consentito di giocare col defibrillatore sottocutaneo, sono interessati al giocatore. Infatti le norme vigenti in tali campionati permettono l’attività professionistica ai giocatori che hanno bisogno dell’impianto, basti pensare al caso Christian Eriksen, calciatore ancora in attività, vittima di un malore simile a quello capitato a Bove durante una partita con la sua nazionale, la Danimarca.
Tutti noi auguriamo a Edoardo una veloce ripresa e che possa continuare a coltivare il suo sogno e che magari il prossimo salvataggio sulla riga, sia proprio il suo in qualche importante partita di calcio.
