Giappone: tra tradizione e modernità

Il Giappone è visto come un paese sospeso tra un passato millenario e un futuro iper-tecnologico, dove il contrasto non è visto come un conflitto ma come un equilibrio.

Una tra le tradizioni più importanti del Giappone è l’abito, chiamato Wafuku. I capi principali sono il Kimono, che è il simbolo indiscusso. Poi c’è l’Hamaka, una gonna-pantalone largo indossate dai Samurai, nelle arti marziali e nelle lauree. Poi c’è l’Haori, una sorta di giacca indossata soprattutto dagli uomini sopra i Kimoni per dare un tocco formale.

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Questi abiti li indossano ancora oggi le Geisha, esperte nello spettacolo, della musica e della conversazione. Oggi sono poche, questa tradizione infatti sta un po’ scomparendo. Ma a Kyoto capita di incontrarle nei quartieri storici. Le Geisha si esibiscono soprattutto in case da tè (Ochaya) e ristoranti tradizionali (Ryotei).

In Giappone si celebrano i Matsuri. Possono essere dedicati all’estate e alla primavera, ai raccolti o alle divinità. I più famosi sono il Gion Matsuri di Kyoto e il Nebuta Matsuri di Aomori. In quei periodi c’è un clima vivace tra musica e cibo di strada.

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Nell’era Meiji (1868-1912) ci fu una rapida industrializzazione. Da qui iniziò “la modernità del Giappone”. In questo periodo si assiste a una veloce trasformazione. Le città più tecnologiche del Giappone sono Osaka e Tokyo. Tra le principali innovazioni di Osaka ci sono gli autobus a guida autonoma, pagamenti tramite riconoscimenti facciali e avanzate infrastrutture smart city con illuminazioni LED gestite dall’Intelligenza Artificiale.

Anche le innovazioni di Tokyo sono basate soprattutto sull’AI. C’è la robotica avanzata con macchine robot umanoidi, utilizzate sia in industrie che per servizi ai cittadini. La mobilità e infrastrutture intelligenti, come i treni ad alta velocità (tra i più puntuali al mondo). A Tokyo molta tecnologia viene utilizzata per la vita quotidiana, come i bagni tecnologici e l’uso di display olografici.

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