Nelle ultime settimane una nuova guerra sta sconvolgendo il mondo. La guerra in Iran è un conflitto militare esploso il 28 febbraio 2026 in seguito a un attacco congiunto da parte degli Stati Uniti d’America e Israele. Ad annunciare la guerra, a poche ore dall’inizio del conflitto, è stato il presidente Usa Donald Trump. L’operazione “Epic Fury” ha colpito basi militari, uffici politici e centri di comando dell’Iran. Tra le prime vittime il presidente dell’Iran, Ali Khamenei. Il leader islamico è stato ucciso durante i bombardamenti dei primi giorni del conflitto.
Ma, contrariamente a quanto pensato subito da Stati Uniti e Israele, la guerra non si è conclusa in pochi giorni. L’Iran, in queste prime settimane di conflitto, si è dimostrato molto più forte del previsto. C’è il timore che si possano verificare conseguenze molto gravi se questa guerra continuerà. L’Iran ha risposto ai bombardamenti americani e israeliani lanciando missili su Dubai, Bahrain e altri paesi che fanno parte del Golfo.
Molto gravi anche le conseguenze economiche: il prezzo del petrolio si sta alzando e, di conseguenza, quello di carburante ed energia. La guerra ha anche provocato il blocco dello Stretto di Hormuz, tra la penisola arabica e l’Iran, che è una via di transito fondamentale per le risorse energetiche che alimentano il mondo. A causa della guerra molti paesi, tra cui i principali venditori di petrolio – Arabia Saudita, Iran, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Qatar, Iraq – non possono più consegnare le proprie merci. Così il prezzo della benzina si sta alzando in tutto il mondo e i maggiori acquirenti possono rischiare di stare senza rifornimento.
