Cracovia è una citta meravigliosa piena di posti da visitare, come le sue 138 chiese, il quartiere ebraico, le miniere di sale, il drago sputa fuoco, il centro storico. A poca distanza, anche i campi di concentramento e sterminio di Auschwitz e Birkenau: luogo simbolo della Memoria della Shoah.

Una città con le sue 138 chiese

Cracovia è molto famosa per le sue immense chiese. Alcune delle più famose sono: la chiesa di Sant’Alberto, la chiesa di Sant’Andrea, la chiesa di San Pietro e Paolo, la Basilica di Santa Maria, la chiesa di San Francesco d’Assisi, la Basilica del Corpus Domini e la chiesa di San Marco.

La Basilica di Santa Maria è una delle chiese più affascinanti di Cracovia e si trova al centro vicino al mercato delle stoffe, al suo interno è ricoperta di oro su tutte le sue pareti e presenta affreschi meravigliosi. A essa sono legate due leggende che in realtà sono “bufale”: la legenda delle sue torri. Si racconta che a costruire le sue torri furono due fratelli, il più grande invidioso della torre del fratello più piccolo lo uccise. Quando si pentì di aver ucciso suo fratello, in suo onore finì la torre del familiare ormai defunto per poi buttarsi da essa. In realtà la torre più alta è stata costruita per il fatto che le guardie del paese potessero annunciare i pericoli lontani e far chiudere i cancelli in tempo. La seconda leggenda parla del trombettista sulla torre più alta. Quando un gruppo di turisti americani chiese alla propria guida perché il trombettista non finisse di suonare il brano e allungasse la sua nota, la guida, non sapendo cosa dire, inventò una storia di sana pianta. Secondo la storia inventata in quel momento, il trombettista che si trovava sulla torre, mentre suonava l’allarme fu colpito dalla freccia di un nemico. La lama conficcata nella gola uccise sul colpo il trombettista. Per sfortuna della guida, uno fra i turisti americani presenti in quel momento era uno scrittore che, colpito da questa storia, ne scrisse una leggenda.

La Chiesa di San Francesco d’Assisi è conosciuta in tutta la Polonia perché in essa andava a pregare Papa Giovanni Paolo II. Davanti ad essa si può ammirare il balcone dove si affacciava il papa decorato ora con un disegno che lo ritrae, mentre al suo interno si può ammirare il banco dove si sedeva per pregare e ovviamente il soffitto e le mura interamente ricoperte in oro e affreschi meravigliosi.

Il quartiere ebraico

Altro luogo da visitare a Cracovia, il quartiere ebraico. Qui è possibile ammirare e visitare sinagoghe, bar, cimiteri, parchi, le rovine delle mura dell’ex ghetto e la vera e propria fabbrica di Shindler, industriale tedesco diventato famoso per aver salvato centinaia di ebrei destinati a morte certa nei campi di concentramento durante la Seconda guerra mondiale.

Nel quartiere una cosa che va subito all’occhio sono le sue sinagoghe grandi e meravigliose di cui alcune sono diventate musei. Nell cimitero ebraico si può ammirare la statua dell’uomo sulla panchina ormai diventata simbolo del quartiere. Nel quartiere puoi ammirare la vera fabbrica di Shindler, riprodotta nel famosissimo film “Shindler’s list” con il cancello e le scale che portano al suo ufficio.

La miniera di sale

La miniera di sale si trova fuori Cracovia, per scendere si devono scendere 800 gradini e alla fine della visita si arriva fino a 315 metri sotto terra. Qui si possono trovare due tipi di sale: il sale grigio e il puro sale bianco; dentro essa si ammirano diverse statue in sale e ricostruzioni ( non in sale ) di come veniva estratto, una di queste statue racconta la leggenda di come vanne trovato il sale: si narra che nel regno vivesse una principessa a cui il padre le regalò una miniera perché lei voleva trovare il sale, quando arrivò alla miniera si tolse il suo anello di fidanzamento e lo lanciò nella miniera. Si dice che proprio dal primo pezzo di sale che venne trovato ci fosse al suo interno l’anello di fidanzamento della principessa.

immagine presa dal Corriere della sera

Al suo interno si può trovare una intera cattedrale in sale: altare, pareti, pavimento, statue in sale. Con una superficie totale di 450 m2. Questa cattedrale non solo è aperta al pubblico per l’escursione della miniera ma anche per le messe che fanno la domenica mattina nella cattedrale.

All’interno della miniera si possono ammirare meravigliosi laghi artificiali salati che sono anche più salati del Mar Morto, la salinità del Mar Morto è pari al 30% mentre i laghi della gratta hanno il 70% di salinità.

Il drago sputafuoco di Cracovia

Di certo non puoi andartene da Cracovia senza aver visto il suo drago sputafuoco! Per i cracoviani il drago è simbolo di fortuna e tiene lontano il demonio. Infatti in qualunque negozio di souvenir potrai vedere il draghetto portafortuna.

Puoi ammirare il vero e proprio drago sputafuoco ai piedi del castello, sulla riva destra del fiume Vistola. Il drago è una statua di metallo da cui esce fuoco ogni minuto.

Ma perché un drago dovrebbe essere simbolo di Cracovia? Legenda narra che tanto tempo fa c’era un drago che mangiava il bestiame del regno, il popolo spaventato e arrabbiato chiese al re di fare qualcosa. Il re a quel punto disse ai suoi cavalieri di uccidere il drago e se uno di loro ci fosse riuscito avrebbe avuto la mano di sua figlia. Nessuno, però, riuscì in quella straordinaria impresa. Poi un giovane contadino un giorno uccise il drago, ottenne in sposa la figlia del re e il regno divenne suo.

I campi di concentramento e sterminio di Auschwitz e Birkenau

Tutti sappiamo gli orrori della Shoah, di ciò che hanno fatto i nazisti nella Seconda Guerra Mondiale. Gli unici testimoni che sono rimasti a far vedere quello che accadeva nei campi di concentramento di Auschiwitz e Birkenau sono loro stessi. Qui sono rimasti pentole, vestiti, scarpe, occhiali, protesi e capelli. Rispetto ai video che si possono su internet vederli dal vivo è più toccante e ti lascia senza fiato, una esperienza che ti lascia il segno, come se tu potevi fare qualcosa ma non ci sei riuscito.

Il viaggio nei campi di concentramento inizia adAuschiwitz, un campo dove venivano deportati gli ebrei dai ghetti e mandati a lavorare o a morire, dove donne, bambini e anziani venivano separati dagli uomini. Ora questo campo è diventato un museo dove si possono ricordare gli orrori dell’Olocausto. Nei primi blocchi si possono vedere le immagini delle persone deportate nel campo e i soldati che li dividevano; i vestiti e le valigie di coloro che andavano ma non tornavano mai, le scarpe di grandi e piccini che ricoprivano un’intera parete, in una teca i vestitini dei piccini e la cosa più impressionante ma allo stesso tempo inquietante, le centinaia di ciocche di capelli umani in un’immensa parete, utilizzati anche a scopo industriale per creare tappeti e materassi. La cosa che colpisce di più sono le ceneri di tutti gli ebrei in un grandissimo vaso le stesse che venivano sparse nel cortile del campo. Negli altri blocchi invece c’erano i bagni, i letti, gli uffici dei sergenti in cui c’era la foto di Hitler e le celle di tortura che erano minuscole ma al loro interno venivano messe al massimo 8 persone e lasciate morire di fame e di soffocamento. Infine il muro delle fucilazioni adornato di corone di fiori per onorare coloro che erano morti. L’ultima cosa che puoi trovare nel campo prima di andare a Birkenau sono le camere a gas e i forni crematori.

Il viaggio continua a Birkenau, più grande di Auschiwitz. Si possono vedere sono le macerie dei forni crematori e le camere a gas, che i nazisti hanno cercato di eliminare, e alcune capanne in legno dove dormivano gli ebrei.

Una sola cosa si sapeva di quei campi: chi andava non ritornava più.

E come disse Primo levi:

“L’Olocausto è una pagina del libro dell’umanità da cui non dovremmo mai togliere il segnalibro della memoria”.

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