
Dieci, cento, mille pezzi o anche di più. Il puzzle è il gioco da tavolo più conosciuto e ammirato al mondo sia da grandi che da piccoli. Ce n’è per tutti i gusti: tasselli più o meno grandi, ritratti o paesaggi, animali o personaggi famosi, con i puzzle puoi abbellire pareti o semplicemente trascorrere ore divertendoti, da solo o in compagnia.
Ma da dove arriva il puzzle? Pensare che tutto nasce con la… geografia. Tutto iniziò nel 1760, quando il cartografo inglese John Spilsbury, costruì la prima forma di puzzle per insegnare ai bambini i confini dei paesi. Questo puzzle ebbe molto successo, prima tra i nobili inglesi e poi nel XIX secolo tra le persone comuni, usando materiali più economici. Per alcuni fu un oggetto di classe e prestigio, per altri un piacevole passatempo.
I puzzle iniziarono a diffondersi anche in Francia, Germania e Olanda e così molte più persone iniziarono a fabbricarli. Negli anni ’20 e ’30 del XX secolo iniziarono a diffondersi anche tra gli adulti con stili più complessi.
Negli anni i puzzle iniziarono ad avere caratteristiche, forme e difficoltà diverse come i double face, i puzzle a due facce, i puzzle ball, puzzle a forma di palla e i puzzle in 3D, con rappresentazioni di edifici e monumenti. Nel 2008, fu venduto Life, un puzzle di 24.000 pezzi e da le dimensioni di 4,28 x 1,57 metri. Un vero e proprio puzzle dei record. Attualmente il puzzle più lungo del mondo è stato venduto dalla Kodak ed è formato da 51.300 pezzi e il puzzle è formato da quadri da 19.000 pezzi. Ritrae alcuni monumenti o fiabe più importanti al mondo.

Oggi i puzzle non sono solo un passatempo ma sono anche utilizzati come strumento per terapie cognitive e favorire la concentrazione e la creatività.
