Il mistero delle streghe di Benevento

Esistono luoghi in cui leggende e storia si incontrano, trasformandosi nel tempo in tradizioni capaci di caratterizzarli e renderli speciali, avvolgendoli in un clima magico e misterioso. Questo è il caso di una città campana che porta con sé da anni una delle leggende popolari più famose d’Italia: le streghe di Benevento. Per comprendere questo mito dobbiamo fare un passo indietro. Nel 570 d.C. i Longobardi, un popolo germanico di guerrieri, conquistarono Benevento formando un potente ducato. Anche dopo la loro conversione al cattolicesimo, conservarono a lungo alcune delle loro tradizioni e pratiche di origine pagana.

Stando alla leggenda, alcuni riti si sarebbero svolti attorno a un grande albero di noce situato fuori dalle mura della città. Qui la popolazione si riuniva per celebrare le proprie divinità e compiere rituali. Una delle leggende racconta che durante questi riti si appendeva ai rami pelle consacrata di un caprone e poi si cavalcava freneticamente intorno al tronco, cercando di colpire e raccogliere la pelle con le lance. Infine la pelle veniva mangiata, si era convinti di poter così acquisire la forza e il potere delle divinità. Per le popolazioni locali terrorizzate dalle urla, dal rumore degli zoccoli e dai rituali notturni questa era l’evidente prova della presenza di streghe. Le più diffuse erano:

la Janara, di giorno era una donna del paese ma di notte si trasformava, volava a cavallo di una scopa ricoprendosi di un unguento magico. Si trasformava in vento e passava attraverso le fessure delle porte per intrufolarsi nelle case e tormentarle durante la notte. Si accovacciava sopra il petto delle persone addormentate provocandogli un senso di soffocamento e rubava i cavalli per cavalcarci tutta la notte lasciando come segno del suo passaggio delle trecce strettissime sulla criniera di questi;

la Zucculara, è una figura zoppa che si aggira lungo i vicoli di notte, con l’intento di spaventare le persone e attaccarle alle spalle. Indossa sempre zoccoli di legno, motivo del suo nome;

la Monolonga, vive in luoghi profondi come pozzi, cisterne e fossi. Quando qualcuno si sporgeva troppo, lei li afferrava portandoli giù con sé sfruttando la sua caratteristica principale, avere cioè delle braccia molto lunghe

Tradizioni o no, se vuoi vivere un’esperienza tra mistero e paura, un giro a Benevento è consigliato.

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